Realtà sintetica: ri-creare il mondo?

November 29, 2018

L’avvento del cyborg, cioè la fusione tra uomo e macchina, la nascita della biologia sintetica e lo sviluppo della carne in provetta mostrano come tutto sia divenuto manipolabile e dominabile. Sorge allora un interrogativo ineludibile per la filosofia, per le scienze umane e per la teologia: ci stiamo avviando verso una realtà in cui la distinzione tra naturale e artificiale è destinata a scomparire?

Quando, nell'Ottocento, William Perkin sfruttò il risultato casuale di un esperimento finito male, inventò il colorante malva e fece nascere la chimica industriale (degli esplosivi, della fotografia, dei profumi). Da allora siamo stati in grado di “sintetizzare”, cioè produrre reazioni chimiche, e creare medicine come l’aspirina, colori, diamanti, carne e addirittura la vita. Emerge così una nuova categoria con cui classificare la realtà, il sintetico: qualcosa che non è distinguibile dal naturale, ma che esiste perché prodotto secondo processi che normalmente definiscono l’artificiale. Che significa? Oggi possiamo teoricamente produrre per sintesi un essere umano o la vita aliena per un altro pianeta. Quali domande etiche pone tutto questo? Ciò porterà a sconfiggere tutte le malattie oppure l’uomo, giocando ad essere Dio, trasformerà il futuro in un incubo distopico?

 

 


 

Il viaggio tecnologico dell’umanità ha conosciuto recentemente una tappa qualitativamente diversa. Un accadimento casuale ha prodotto una novità in questo panorama tecnologico che oggi mostra tutta la sua novità e problematicità. È la Pasqua del 1856 la data che dobbiamo prendere a riferimento per questa assoluta novità nel nostro modo di comprendere il mondo, la realtà e nel guardare le possibilità che abbiamo come specie per interagire con il mondo che ci circonda. Tuttavia questo passaggio storico non è stato immediato né subitaneo. Con Realtà sintetica. Dall'aspirina alla vita:come ricreare il mondo? pubblicato da Castelvecchi ho provato a ripercorrere questa trasformazione con l’intenzione non di offrire risposte ma di provare, generando una coscienza della trasformazione avvenuta, a far risuonare alcune domande che sono divenute ormai urgenti e ineludibili.

 

Il volume sarà in libreria all'inizio di dicembre.

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